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Bartleby, lo scrivano

Bartleby, lo scrivano

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 96

Il giovane Bartleby lavora come scrivano per un avvocato di Wall Street e, osserva Emanuele Trevi nella prefazione, è «il più strano degli esseri umani». Non ha passato né famiglia, non ha casa, non mangia quasi nulla, non esce mai a prendere una boccata d’aria, non spende soldi, non manifesta sentimenti, non parla, non spiega. Soprattutto, è uno «scrivano che preferisce non scrivere». «Preferireidi no» è il rifiuto che invariabilmente oppone alle richieste che gli vengono rivolte: una frase che non è mossa da alcuno spirito di ribellione, una frase che non significa nulla e accompagnerà Bartleby in una inarrestabile spirale di autoannientamento. Proprio da questa insignificanza, che ha «il rigore di una legge di natura e di una necessità estetica, discende tutta intera l’abbagliante bellezza del racconto di Melville».

Bartleby, lo scrivano - Chicchirichì! - Billy Budd, marinaio

Bartleby, lo scrivano - Chicchirichì! - Billy Budd, marinaio

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 184

Cura e traduzione di Riccardo Reim (Bartleby, lo scrivano e Chicchirichì!)Traduzione di Flaminio Di Biagi (Billy Budd, marinaio)Edizioni integraliBartleby è il nome di un grigio, sparuto impiegato di Wall Street che, senza fornire spiegazione alcuna, man mano rinuncia al suo lavoro di copista e rimane immobile in silenzio a fissare un muro, impervio a ogni tentativo di persuasione, mite e rispettoso ma graniticamente risoluto... In questo straordinario racconto (fra i più belli dell’intera letteratura americana) Melville dimostra da grande maestro di saper trattare con sottile humour e felice leggerezza anche temi angosciosi e ossessionanti come la follia, la predestinazione, l’incomunicabilità, l’alienazione; temi che tornano anche nel racconto “speculare” Chicchirichì, che con Bartleby viene a formare una sorta di bizzarro dittico, ovvero l’inquietante confronto con l’estremo della disperazione e l’estremo della gioia. Completa il volume Billy Budd, capolavoro incompiuto, riflessione sull’ingiustizia, parabola dell’innocenza offesa in cui la figura del marinaio semplice Billy brilla come un «Cristo marino... un angelo condannato»: in fondo lui e...

Bartleby lo scrivano

Bartleby lo scrivano

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 175

Bartleby lo scrivano, pubblicato nel 1853, è tra i racconti più significativi dell’epoca moderna, considerato un precursore della letteratura esistenzialista e dell’assurdo. Traduzione di Alessandro Roffeni. Lo scrivano, impiegato in un ufficio di Wall Street, senza un motivo apparente o dichiarato comincia a rifiutarsi di eseguire gli ordini impartiti. Rivendica l’ozio e il silenzio contro tutte le pressioni dell’utilitarismo americano, attraverso un’operosità silenziosa prima e poi un’inflessibilità totale nel sottomettersi agli ordini del padrone. La celebre frase “Preferirei di no” è diventata un motto della resistenza passiva. In questa raccolta Bartleby è accompagnato da una selezione di quattro storie: Il violinista, Jimmy Rose, Io e il mio camino e Il tavolo di melo, l’ultimo racconto di Herman Melville.

Mio fratello

Mio fratello

Autore: Daniel Pennac ,

Numero di pagine: 128

“Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso.” Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, Bartleby lo scrivano. Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando le pagine dell’adattamento teatrale di Bartleby agli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati e battute piene di humour, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritirarsi deliberatamente dalla vita sociale. Un singolare libro d’amore, insieme profondo, lucido e toccante.

Io e il mio camino

Io e il mio camino

Autore: Herman Melville ,

Io e il mio camino è un breve racconto scritto da Herman Melville e comparso per la prima volta sul Putnam’s Monthly nel 1856. In quegli anni, preso dalla scrittura di Moby Dick, Melville si trasferisce in una fattoria a Pittsfield e ci racconta in questo scritto, con grande ironia, alcuni momenti della sua vita domestica; in particolare la sua felicità nel passare le ore a fumare la pipa davanti al grande camino presente nella fattoria, presenza ingombrante che lo scrittore deve difendere continuamente dai progetti architettonici di rinnovamento della casa, messi in atto dalla moglie con la complicità delle figlie.

Lo scrivano

Lo scrivano

Autore: Tahar Ben Jelloun ,

Un bambino fragile, che sogna la vita e guarda con occhi colmi di meraviglia il mondo intorno a sé, cresce con il dono della fantasia, sensibile ai sentimenti e alle emozioni. Con la stessa intensità, sente i luoghi che attraversa: Fès, la sua città natale, la bianca Tétouan chiusa fra le montagne; Tangeri e Casablanca, le città della vita adulta, porte socchiuse verso l’Europa, e infine Parigi, dove arriverà da studente, innamorato timido alle prese con donne sfuggenti, per iniziare una nuova vita. Il romanzo più autobiografico di Tahar Ben Jelloun, la storia di una vita si accende tra immagini perdute e il sogno di una vita da scrittore.

...SCRIVANO? Preferirei di No...

...SCRIVANO? Preferirei di No...

Autore: Antonio Chiummo ,

STUDI SULLA SCRITTURA TRATTI DAL ROMANZO DI HERMAN MELVILLE "BARTLEBY LO SCRIVANO" ED IMMAGINATI IN UN SOGGETTO CINEMATOGRAFICO

Una storia straordinaria

Una storia straordinaria

Autore: Diego Galdino ,

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparen­temente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro sen­za riconoscersi, fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene ag­gredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’al­tra realtà e il destino sembra dimenti­carsi di loro. Tuttavia, due anni dopo, la loro grande passione, il cinema, li fa incontrare per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitu­dini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farle rialzare e camminare insieme? Un’intensa e romantica storia d’amore attraverso i cinque sensi, il cinema e una Roma piena di fascino e magia che rendono questa storia straordinaria.

L'arte della quiete

L'arte della quiete

Autore: Pico Iyer ,

Numero di pagine: 113

IMPARARE A FERMARSI PER RITROVARE SE STESSI. E SCOPRIRE CHE LA FELICITÀ È A PORTATA DI MANO.

Diritto di resistenza

Diritto di resistenza

Autore: Michele Marchesiello ,

Numero di pagine: 192

Dall’Antigone di Sofocle a Carola Rackete il rifiuto di obbedire alla legge ingiusta e l’obiezione di coscienza contro il potere hanno attraversato la storia dell’umanità. E il «preferirei di no» di Bartleby, lo scrivano di Melville, ha messo in dubbio certezze consolidate. Nel tempo, il diritto di resistenza è entrato persino in alcune costituzioni dopo che la carta fondamentale della rivoluzione francese del 1793 stabilì che «quando il governo viola i diritti del popolo, la ribellione è per il popolo e per ogni sua parte il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri». Ma qual è il rapporto quotidiano tra resistenza e diritto? La legge è fatta per reprimere dissenso e resistenza o può essere veicolo di cambiamento e, addirittura, di rivoluzione? Ripercorrere alcune esperienze storiche e riandare ai fondamenti di tale rapporto apre scenari interessanti e inediti.

Prenditi cura di lei

Prenditi cura di lei

Autore: Kyung-Sook Shin ,

Numero di pagine: 154

Un pomeriggio qualsiasi in una stazione della metropolitana di un paese orientale, ma potrebbe essere ovunque, visto che la scena è ovunque la medesima: una grande ressa e la gente che si urta senza nemmeno scambiarsi un cenno di scuse... Una coppia di anziani si precipita verso il treno appena arrivato. L’uomo, la borsa della donna in mano, riesce a malapena a salire in carrozza. Non appena si volta, però, scopre con sgomento che i suoi occhi non vedono più la camicetta celeste, la giacca bianca e la gonna beige a pieghe della moglie. Della donna non vi è più traccia. Sparita, letteralmente inghiottita dalla folla.

Ruba come un artista

Ruba come un artista

Autore: Austin Kleon ,

Numero di pagine: 160

Guida alla creatività nell’era digitale, Ruba come un artista, dell’americano Austin Kleon, offre dieci illuminanti lezioni per aiutare chiunque a scoprire e valorizzare i propri talenti. Poiché nessuna opera è completamente originale, Kleon sostiene che il segreto del successo è imparare a «rubare» il lavoro altrui per reinventarlo, facendo leva sulle proprie passioni. E poiché la creatività fiorisce dalla «normalità» è importante non farsi nemici, non contrarre debiti, non trascurarsi ma restare sempre con i piedi per terra mentre si coltiva il proprio estro.

Diario degli errori

Diario degli errori

Autore: Ennio Flaiano ,

Numero di pagine: 170

Pochi libri sono rappresentativi di Flaiano come questo "Diario degli errori", con il suo irresistibile blend di illuminismo tenebroso e pessimismo comico prima che cosmico. Disteso lungo l'arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi (da Fregene ad Atene, da Parigi a Hong Kong, da Zurigo a New York a Bangkok), il "Diario" brulica infatti di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi calembour concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze interrotte, tra incanto e sarcasmo: sugli hotel francesi, dove i mobili sono «come nella tavola che sul Larousse accompagna la voce: camera da letto», sulle vetrine olandesi accanto alle case secentesche, sui bambini monaci thailandesi che ridono e bevono il tè, sulla sporcizia e le costruzioni nuovissime di Beirut, sulle «riscattabili» taxi-girl di Hong Kong, sui filippini che cantano senza tregua, e ovviamente sul «paesetto italiano» di giocatori al Totocalcio. L'irrefrenabile tendenza all'autodistruzione...

L'uomo di fiducia

L'uomo di fiducia

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 400

Pubblicato nello stesso giorno in cui si svolge la vicenda – il 1° aprile 1857 – L’uomo di fiducia racconta un viaggio a bordo del Fidèle, un battello a vapore che naviga il Mississippi in direzione New Orleans. I passeggeri – dame, commercianti, uomini d’affari, tutti i tipi della società americana dell’Ottocento – vengono diversamente avvicinati e messi alla prova da un uomo enigmatico e misterioso che continuamente scompare e ricompare sulla scena sfruttando travestimenti e inganni. Un fine psicologo? Un mestatore d’animi? O solo un imbroglione della peggior specie? Criticato e misconosciuto all’uscita, L’uomo di fiducia è il più inafferrabile e oscuro romanzo di Melville, destinato negli anni a rappresentare il cinico contraltare al sogno americano di una società basata sugli ideali di fiducia e verità.

Moby Dick

Moby Dick

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 725

Il vero protagonista di Moby Dick è il mare: omerico e biblico insieme, diventa il regno dei mostri, del terrore, delle immense profondità che sfuggono alla comprensione umana; la balena bianca contro la quale lotta ostinatamente e inutilmente il capitano Achab è un abbagliante simbolo dell’assurdità e del male del mondo. Quest’opera, che per grandezza di concezione e di realizzazione è stata paragonata alla Divina Commedia, è un complesso affresco dell’umano destino, esito della visione tragica della vita che ebbe Melville, del suo senso della disperante ambiguità del bene e del male tra cui l’uomo oscilla senza possibilità di scelte definitive.

La vita istruzioni per l'uso

La vita istruzioni per l'uso

Autore: Georges Perec ,

Numero di pagine: 580

I cataloghi, le descrizioni, il racconto delle cose inanimate: questo aspetto è una caratteristica del libro e una ragione del suo fascino (uno dei capitoli più suggestivi, il 74, è l'evocazione d'un mondo sotterraneo che s'estende sotto le cantine, nelle viscere della terra), ma certo la sua presa di lettura sta nell'altro aspetto: il libro brulicante di storie, d'avventure, di delitti, d'indagini poliziesche. Non per nulla nel frontespizio dell'edizione francese sotto il titolo La Vie mode d'emploi figura la dicitura Romans: "romanzi" al plurale. Ogni appartamento dello stabile cela un mistero, un dramma, una peripezia che si dirama nelle più esotiche contrade del mondo o trae origine in epoche remote. Le cento stanze diventano le Mille e una notte. Italo Calvino

Benito Cereno

Benito Cereno

Autore: Herman Melville ,

Numero di pagine: 312

Una nave misteriosa con il suo capitano spagnolo, la bonaccia, un comandante americano che, ligio ai propri doveri, sale a bordo per portare aiuto: è l'avvio di un comune racconto di mare, si rivelerà un satanico doppio gioco narrativo. Quanto accade sulla Saint Dominick, una sorta di immensa scacchiera in cui si mescolano il bianco dei marinai e il nero degli schiavi, il lamento delle cantilene e lo strofinio delle accette, è realtà o sapiente messa in scena? Il centro nascosto del racconto, il segreto di quella nave e forse il cuore di tenebra dell'intero Occidente, sarà svelato solo alla fine. E solo alla fine al lettore sarà svelato l'inganno in cui la macchina perfetta del racconto lo ha fatalmente trascinato. Pubblicato nel volume The Piazza Tales nel 1856, Benito Cereno ha subito la stessa sorte del suo autore: passato quasi sotto silenzio al tempo della sua apparizione, è ora considerato un piccolo capolavoro, in cui Melville mette in scena la secolare lotta tra bene e male, Europa e America, schiavo e padrone con il vigore di un'allucinata potenza creativa e la sapienza millimetrica di uno scrittore impeccabile. Con testo inglese

L’amicizia e l’ombra del tradimento

L’amicizia e l’ombra del tradimento

Autore: Tahar Ben Jelloun ,

Numero di pagine: 103

“ L’amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c’è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all’amore. Ma un amore dove la guerra e l’odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile.” L’amicizia, occasionale o fedele, è un sentimento che non tollera alcuna mancanza. È un atto di fede totale nell’altro, al punto che il suo tradimento è vissuto come una forma silenziosa di assassinio. Tahar Ben Jelloun esplora questo giardino segreto, le sue meraviglie e le sue ferite, e per farlo racconta di sé: dall’infanzia ad oggi, dalla scuola coranica al premio Goncourt, il viaggio di uno scrittore nella memoria di un sentimento raro e prezioso.

Citazioni pericolose

Citazioni pericolose

Autore: Alessandro Zaccuri ,

Numero di pagine: 307

Citazioni pericolose (che è anche un brillante censimento delle citazioni letterarie disseminate nel cinema e nella fiction televisiva dell’ultimo decennio) tenta di porsi in una posizione indipendente rispetto a questa paradossale alleanza tra “alto” e “basso”, suggerendo al lettore le ragioni per cui – nonostante tutto – possiamo ancora provare a fidarci della letteratura.

Il commissario Pepe

Il commissario Pepe

Autore: Ugo Facco De Lagarda ,

Numero di pagine: 136

È il 20 aprile del 1964 quando sul tavolo del commissario Gennaro Pepe, a dispetto del nome settentrionalissimo commissario di una settentrio-nalissima città del nord est, viene depositata la bomba: due fascicoloni con su scritto «Villa Norma» e «Piazza Cavour 113». In questura, prov-vedimenti urgenti attendono di essere controfirmati e deliberati, precisamente sette mandati di cattura, undici di perquisizione, trentadue ordini di comparizione. Un vero terremoto, tale da cambiare i connotati della città e mettere a grave repentaglio il già sospettabile nome di almeno cinquanta famiglie. Innanzi tutto le famiglie dei piú stretti collaboratori del commissario Pepe, visto che la figlia primogenita del maresciallo e la cognata del vice-commissario sono coinvolte in un giro di prostituzione che ha tra i suoi prim’attori industriali noti e stimati in città, contesse trasformatesi in te-nutarie, minorenni che esercitano in appartamenti di lusso del centro. Vedovo ormai sessantenne, custode dell’ordine pubblico e dell’«olimpica serenità» del capoluogo, Pepe ha sempre vissuto « un’esistenza senza scosse o patemi» di osservatore e accanito lettore di provincia....

Le parole del mattino

Le parole del mattino

Autore: Gianfranco Ravasi ,

Numero di pagine: 432

Gianfranco Ravasi ci propone di respirare l'aria cristallina del mattino generata da quelle parole che ci permettono di iniziare la giornata con anima purificata e limpidezza interiore e seleziona 366 citazioni letterarie, poetiche, filosofiche, musicali da cui prende spunto per brevi e illuminanti commenti, uno per ogni giorno dell'anno, uno per ogni mattino.

Il punto cieco

Il punto cieco

Autore: Javier Cercas ,

Numero di pagine: 176

«Uno scrittore di infinito talento.» Roberto Bolaño Al centro dei suoi romanzi, osserva Javier Cercas, e di quelli che ammira, c'è sempre un punto cieco, un punto attraverso il quale, in teoria, non si vede nulla. Ma è proprio attraverso quel punto cieco che, in pratica, il romanzo vede o, potremmo dire, il silenzio parla. In questi libri (quelli che lo interessano) pulsa una domanda centrale, e l'intero romanzo consiste nella ricerca di una risposta che in realtà non esiste. O meglio, «la risposta è la ricerca stessa di una risposta, la domanda stessa, il libro stesso: una risposta essenzialmente ironica, equivoca, ambigua e contraddittoria, l’unico tipo di risposta che possa permettersi un romanzo». Il romanzo, insomma, scrive l'autore dell' Impostore, è il genere delle domande; sta al lettore riempire i vuoti lasciati dallo scrittore con la propria sensibilità e le proprie informazioni. Questo è il cuore di un libro che spazia da Borges a Kafka, da Melville a Tomasi di Lampedusa, a Vargas Llosa, a Cervantes, offrendoci le intuizioni e le riflessioni di uno dei più geniali scrittori europei (e dei narratori più innovativi) sui meccanismi che governano il romanzo...

La passeggiata

La passeggiata

Autore: Robert Walser ,

Numero di pagine: 106

"La passeggiata" (1919) è uno dei testi più perfetti di Walser, il grande scrittore svizzero che ormai, soprattutto dopo la pubblicazione delle sue opere complete, viene posto accanto a Kafka, a Rilke, a Musil – ammesso cioè fra i massimi autori di lingua tedesca del nostro secolo. Ma "La passeggiata" ha anche un significato peculiare in rapporto a tutta l’opera di Walser: è in certo modo la metafora della sua scrittura nomade, perpetuamente dissociata e abbandonata agli incontri più incongrui, casuali e sorprendenti, come lo è appunto ogni accanito passeggiatore – e tale Walser era –, che abbraccia amorosamente ogni particolare del circostante e insieme lo osserva da una invalicabile distanza, quella del solitario, estraneo a ogni rapporto funzionale col mondo. In un décor di piccola città svizzera, e della campagna che la circonda, il passeggiatore Walser ci guida, con la sua disperata ironia, in un labirinto della mente, abitato da figure disparate, dalle più amabili alle più inquietanti. Da Eichendorff a Mahler, il vagabondaggio è stato un archetipo ricchissimo della più radicale letteratura moderna. Tutta quella grande tradizione sembra condensarsi, quasi...

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