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30 Aprile 1993 - Bettino Crax

30 Aprile 1993 - Bettino Crax

Autore: Filippo Facci ,

Numero di pagine: 240

Si può individuare il momento esatto in cui l'Italia cessò di credere nella democrazia dei partiti e il linciaggio divenne un atto di estetica rivoluzionaria? Filippo Facci torna sul luogo in cui tutto ebbe inizio, a quelle ore fondamentali in un racconto, fotogramma per fotogramma, scandito dalle 48 ore in cui sembrò non succedere nulla e accade di tutto, in un crescendo teatrale di eventi puntuali che, riletti alla luce dei successivi 25 anni, possono essere colti come avvisaglie e tracce della rivoluzione che ha scosso la nostra democrazia. Filippo Facci rilegge da una prospettiva particolare un giorno evocato da più parti come il principale simbolo di un decennio, emblema del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.

L'ultimo Craxi

L'ultimo Craxi

Autore: Andrea Spiri ,

«Di sogni non ne ho, sono arido di sogni. Certo, mi può capitare di sognare, ma i sogni non riesco mai a ricostruirli. I sogni scompaiono, svaniscono all’alba». Bettino Craxi La Medina, il canto di un muezzin che invita alla preghiera, il saluto dei pescatori, lo sguardo rivolto verso il mare, a scrutare l’orizzonte, forse nell’illusione di sentirsi più vicino all’Italia, meno solo. Le giornate di Bettino Craxi sono tutte uguali ad Hammamet, scivolano lentamente tra rabbia, speranza e rassegnazione che si rincorrono quasi fossero tessere impazzite di un mosaico da sistemare. L’icona di un vecchio sistema di potere sfugge al malessere che gli procura la mutata condizione esistenziale tenendosi occupato il più possibile. Nuovi lavori e singolari passatempi, ma soprattutto la stesura di un «diario» che serve a riannodare i fili della memoria. E a lasciare testimonianza scritta di un grande dolore. Questo libro scava nell’intimo dei pensieri, restituendone la spiritualità: gli ultimi giorni di Craxi vengono ricostruiti grazie alle riflessioni che egli matura mentre si aggravano le sue condizioni di salute. In Italia, frattanto, si discute e ci si divide...

ANNO 2021 GLI STATISTI

ANNO 2021 GLI STATISTI

Autore: ANTONIO GIANGRANDE ,

Antonio Giangrande, orgoglioso di essere diverso. Si nasce senza volerlo. Si muore senza volerlo. Si vive una vita di prese per il culo. Noi siamo quello che altri hanno voluto che diventassimo. Facciamo in modo che diventiamo quello che noi avremmo (rafforzativo di saremmo) voluto diventare. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!

Il delitto Alinovi e il caso Ciancabilla

Il delitto Alinovi e il caso Ciancabilla

Autore: Victor Matteucci ,

Numero di pagine: 216

Una ricostruzione accurata del delitto di Francesca Alinovi avvenuto a Bologna nel 1983, un processo lungo e macchinoso contro l’imputato Francesco Ciancabilla e di contorno un’Italia in crisi in un’epoca di transizione profonda

Danke, Frau Merkel

Danke, Frau Merkel

Autore: Diego Balducci ,

Numero di pagine: 230

Danke, Frau Merkel ci ricorda che siamo alla vigilia di una nuova fase della costruzione dell’Unione Europea e che dovremmo trovare il modo per rilanciare l’occupazione ed attuare un nuovo periodo di crescita della nostra economia. Se vogliamo combattere la disoccupazione e riprendere a crescere, oltre che attuare le riforme per rendere più efficiente lo Stato, fare economia, combattere l’evasione fiscale, colmare il ritardo digitale, spendere meglio i fondi europei e rinnovare la scuola, sarà inevitabile, nei prossimi decenni, anche trovare la formula per ridurre gradualmente il debito pubblico mobilitando, se necessario, anche l’enorme ricchezza delle famiglie abbienti. Noi abbiamo bisogno dell’Europa che ci può garantire la pace, favorire la crescita, stimolare la modernizzazione del Paese e restituire l’entusiasmo perduto. Faremmo bene a prendere come modello la Germania che lo sforzo di modernizzazione del Paese lo ha già attuato da qualche anno con successo. Ed infine dovremmo prendere lo spunto dal prossimo semestre europeo, gestito dall’Italia, per stimolare una metamorfosi collettiva con l’obiettivo di cementare l’unione dei popoli e non deludere le...

La gavetta del Generale nell'Italia Repubblicana

La gavetta del Generale nell'Italia Repubblicana

Autore: Aldo Lisetti ,

"La gavetta del Generale nell'Italia repubblicana" è l'autobiografia del dott. Aldo Lisetti da carabiniere a generale di corpo d'armata r.o., tra sfide, contrarietà, profezie e segreti. Il Prof. Pasquale Maffeo ha scritto: "Nella storia degli ordinamenti militari italiani, e negli annali delle carriere che vi sono prefigurate, questo del generale Aldo Lisetti credo sia caso unico di dedizione a un dovere giurato a diciott'anni come patto etico, retaggio d'onore, missione divenuta imperativo di una vita". Il dottor Aldo Lisetti, Generale di Corpo d'Armata dei Carabinieri (r.o.), per anni Dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi Sindaco di Campodimele e Presidente di vari Enti locali, è stato Delegato alla Sicurezza Sociale del Presidente della Provincia di Latina dal 2007 al 2014. Scrittore e giornalista, ha pubblicato dal 1986 ad oggi una trentina di volumi di saggistica storica e venti annuari monografici.

In nome dei pubblici ministeri

In nome dei pubblici ministeri

Autore: Giuseppe Gargani ,

Numero di pagine: 332

Prefazione di Mattia Feltri Giuseppe Gargani è stato un politico di lungo corso, uno dei protagonisti delle vicende politiche istituzionali che hanno attraversato l’Italia nella seconda metà del secolo scorso. In nome dei pubblici ministeri è un libro scritto più di dieci anni fa – e qui riedito con alcune note introduttive aggiuntive –, ma incredibilmente attuale, sia per- ché le questioni giudiziarie occupano sempre più spesso le prime pagine dei giornali, sia perché a distanza di quasi trent’anni dall’inizio della stagione di Tangentopoli risulta interessante ritornare su alcuni temi cruciali di quella storia. In questo libro-intervista che copre oltre cinquant’anni di storia, Gargani non usa mezzi termini per criticare aspramente quello che chiama “il parti- to istituzionale dei PM”, una casta che, più di quella politica, si avvale di strumenti di autoelezione e di privilegi garantiti da leggi che i vari governi non hanno mai avuto il coraggio di cambiare. Ai ragionamenti di carattere costituzionale che avevano già impegnato i protagonisti della stesura della costituente, seguono riflessioni puntuali sui passaggi cruciali di una “rivoluzione della...

30 aprile 1993

30 aprile 1993

Autore: Filippo Facci ,

Numero di pagine: 224

La scena dell’Hotel Raphaël e del lancio delle monetine contro Bettino Craxi è considerata tipicamente il simbolo di un’epoca, il palcoscenico del feroce «debutto» dell’antipolitica che segnerà la vita pubblica nei decenni a venire. Tuttavia, il giorno successivo, i quotidiani non pubblicarono la notizia. E neppure nei giorni seguenti. Nessuno raccontò la violenza dell’aggressione, della denigrazione, dello scherno, dell’«uccisione del nome» di un uomo. «Dovevamo sbranare Craxi, avremmo dovuto farlo fuori a pezzi, gettare le sue budella sulla porta del Raphaël e trascinarle fino al Parlamento... Io c’ero. E non ho capito che occasione avevo per le mani», scriverà a distanza di anni uno dei presenti. Testimone diretto e appassionato cronista, Filippo Facci torna sul luogo dove tutto ebbe inizio in un racconto, fotogramma per fotogramma, scandito dalle ore in cui sembrò non succedere nulla e accadde di tutto, in un crescendo teatrale di eventi puntuali che, alla luce degli anni successivi, possono essere colti come avvisaglie e tracce della rivoluzione che ha scosso la nostra democrazia. In un singolare e brillante esercizio di sintesi di memoria individuale ...

TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE

TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE

Autore: Antonio Giangrande ,

Numero di pagine: 750

E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto. Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Ascoltato e seguito, parlo degli altri, vittime o carnefici, che l’aiuto cercato non lo concederanno mai. “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia,...

Problemi di biopolitica in una società di longevi sani

Problemi di biopolitica in una società di longevi sani

Autore: Diego Balducci ,

Biopolitica è un termine abbastanza nuovo che dovrebbe indicare dove e quando investire in campo biomedico con interventi che, partendo dalla conoscenza dei complessi meccanismi che regolano i fenomeni vitali delle nostre cellule, cerchino di chiarire perché convenga vivere in un certo modo con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di diverse malattie croniche anche gravi. D’altro canto, invece, sono numerose le pagine di giornali o le presentazioni televisive in cui sono offerti prodotti o trattamenti che indicano, con argomentazioni spesso errate o insufficienti, come risolvere qualche specifico problema di salute, ma si tratta per lo più d’iniziative, talvolta ingannevoli, a scopo puramente commerciale.

Il socialismo liberale di Bettino Craxi

Il socialismo liberale di Bettino Craxi

Autore: Nunziante Mastrolia ,

Numero di pagine: 450

Il libro si compone di tre parti. Nella prima parte l'autore sostiene la tesi della "necessità storica" del socialismo liberale perché una società aperta possa perdurare e prosperare. Nella seconda parte, Mastrolia sostiene, dopo aver passato al vaglio tutti gli atti dei lavori preparatori della Carta costituzionale, che la legge fondamentale della Repubblica italiana è fatta della stessa materia di cui è fatto il socialismo liberale. La terza parte, infine, è dedicata al pensiero politico di Bettino Craxi, che fu il primo - è questa la tesi che l'autore propone - a tentare di costruire una sinistra costituzionale in Italia, vale a dire una sinistra che potesse realmente aspirare alla guida del Paese. In quest'ultima parte un ampio spazio è dedicato anche al pensiero politico di Enrico Berlinguer e ai rapporti tra il PCI e il PSI.

La politica e i partiti nell'Italia del declino (1992-2018)

La politica e i partiti nell'Italia del declino (1992-2018)

Autore: Emilio Pietro Paolo Amiconi ,

Numero di pagine: 158

L’avevano chiamata Prima Repubblica, dalla sua istituzione, nel 1948, a quel crollo politico tra il 1992 e il 1993. In quel momento, le cose cambiarono così tanto che fu coniata la definizione Seconda Repubblica. È stata l’Italia del declino politico ed economico, l’Italia delle contraddizioni e delle scelte sbagliate, l’Italia della corruzione e delle controversie, del bipolarismo e di Berlusconi, degli scandali e dell’ingresso nella terribile crisi economica del 2008. Alcuni sostengono che anche la Seconda Repubblica si sia ormai conclusa con le elezioni del 2018. Ma cosa è successo in quest’ultimo quarto di secolo? Chi erano gli attori in campo? Quali sono stati gli eventi più importanti e cosa è cambiato? Cosa ha condotto il declino verso il nostro attuale presente e cosa possiamo aspettarci dal nostro prossimo futuro? Emilio Amiconi tenta di rispondere a queste e a molte altre domande, creando un saggio completo ed estremamente chiaro, riuscendo nell’ardua impresa di non sconfinare mai nello schieramento ideologico, ma rimanendo sempre perfettamente neutrale, limitandosi ad illustrare i fatti, i contesti e i vari intrecci, lasciando a ciascun lettore la...

L’apparato para-militare del PCI e lo spionaggio del Kgb sulle nostre imprese. Una storia di omissis

L’apparato para-militare del PCI e lo spionaggio del Kgb sulle nostre imprese. Una storia di omissis

Autore: Salvatore Sechi ,

Numero di pagine: 244

Il Pci ha davvero avuto un apparato para-militare con alcune centinaia di migliaia di volontari per lo più ex partigiani? Sì, è quanto hanno documentato i nostri servizi (Sifar e Sid) tra i primi anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta. Il Pci ha sostenuto davvero il lavorio di spionaggio sulle nostre imprese pubbliche e private svolto dal Kgb sovietico e tedesco-orientale? Sì, prelevando informazioni, progetti, disegni industriali e tecnologie dalla Fiat, Olivetti, Eni, Montedison ecc. i comunisti italiani hanno consentito al controspionaggio sovietico di cercare di reggere la concorrenza sui sistemi d’arma, sui computer, sulla tecnologia militare-industriale, spaziale ecc. Sono i settori in cui Mosca è stata a lungo, negli anni centrali della guerra fredda, in un rapporto di inferiorità rispetto agli Stati Uniti e ai paesi dell’Europa occidentale. Uno storico di sinistra, ma indipendente, ha cercato di accertare questa interpretazione della storia del Pci, da Palmiro Togliatti fino a Enrico Berlinguer. L’autore si è trovato di fronte a un muro di omissis e divieti. Ne è rimasto in parte vittima, ma alla fine l’ha spuntata di fronte al tentativo di...

L'antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione

L'antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione

Autore: Claudio Martelli ,

Bettino Craxi era antipatico perché incarnava la politica in un’epoca di crollo delle ideologie e di avversione ai partiti. Perché non temeva né di macchiarsi di una colpa né di affrontare l’odio. Perché era alto e grosso, ribelle e autoritario e anche se tendeva alla pace e sorrideva sembrava sempre in guerra. Perché diceva quel che pensava e faceva quel che diceva, anche le cose spiacevoli. Perché affascinava o irritava coi suoi proverbi popolari o mostrandoti l’altra faccia della luna; perché era sospettoso e coraggioso, razionale e realista fino al cinismo. Perché era sicuro, troppo sicuro di sé, e per dieci anni ha guidato la politica italiana e per quattro il governo coi migliori risultati. Perché sfidò gli USA di Reagan e l’URSS. Perché tenne in scacco la DC e il PCI alternando coerenza e spregiudicatezza. Perché affrontò il partito del potere e del denaro. Oggi, a distanza di vent’anni dalla sua morte, è possibile e anzi necessario ripensare Craxi e recuperare il suo lascito, per colmare il vuoto lasciato dal riformismo socialista e dal socialismo liberale. La sua figura suscita ancora tante domande e comprenderla può fornire tracce importanti...

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