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Il nomos della terra nel diritto internazionale dello Jus publicum europaeum

Autore: Carl Schmitt , Emanuele Castrucci , Franco Volpi ,

Numero di pagine: 460
Che fare di Carl Schmitt?

Che fare di Carl Schmitt?

Autore: Jean-François Kervégan , Francesco Mancuso ,

Numero di pagine: 256

Un giudizio di Karl Jaspers condensa efficacemente la questione 'Carl Schmitt': quest'ultimo, insieme a Heidegger, tentò di «prendere intellettualmente la testa del movimento nazionalsocialista». Per questo, poco più di vent'anni fa suscitò scandalo la pretesa di considerarlo come un autore destinato diventare 'un classico del pensiero politico'. Oggi, invece, la questione è molto più chiara: un autore al quale sono dedicate dozzine di volumi e articoli ogni anno è già, piaccia o no, un classico. È vero, i suoi avversari teorici – da Strauss a Löwith, da Peterson a Kojève, passando per Blumenberg, Habermas, Derrida – ne hanno discusso aspramente le tesi, spesso per respingerle: ma se oggi esiste un 'caso Schmitt' è proprio perché questo autore, insieme alle sue divagazioni naziste, ha scritto opere che sono da annoverare tra le più importanti e potenti della teoria giuridica e politica del ventesimo secolo. Alcuni concetti elaborati da Schmitt, come il nomos della terra e la costituzione come 'decisione esistenziale', e altri riformulati con originalità come il potere costituente e lo Stato di diritto 'borghese', contribuiscono a illuminare questioni...

La sfida di Gaia

La sfida di Gaia

Autore: Bruno Latour ,

Gaia non è il Globo, né la Madre Terra; non è una dea pagana e neppure la Natura così come l’abbiamo immaginata finora. Eppure, a causa degli effetti imprevisti della storia umana, quel che chiamavamo Natura abbandona ora le quinte e sale sulla scena. Lʻaria, gli oceani, i ghiacciai, il clima, il suolo: tutto quel che abbiamo reso instabile interagisce con noi. La vecchia Natura scompare e lascia il posto a un essere di cui è difficile prevedere le manifestazioni: Gaia. In questo libro sconvolgente come una profezia, Bruno Latour, fra i massimi antropologi contemporanei, esamina le innumerevoli e ambigue figure di Gaia per districare gli aspetti etici, politici, teologici e scientifici che la nozione ormai obsoleta di Natura aveva confuso, alla ricerca di una rinnovata solidarietà universale.

Sociologia dello spazio, dell'ambiente e del territorio

Sociologia dello spazio, dell'ambiente e del territorio

Autore: Alfredo Agustoni , Paolo Giuntarelli , Roberto Veraldi ,

Numero di pagine: 302
Il progetto della Regione Europea. Regole e strategie del territorio di fronte all'European Spatial Planning

Il progetto della Regione Europea. Regole e strategie del territorio di fronte all'European Spatial Planning

Autore: Sandro Fabbro ,

Numero di pagine: 224
Le Guerre d'Israele E Il Nomos Della Terra

Le Guerre d'Israele E Il Nomos Della Terra

Autore: Fabio Falchi ,

Numero di pagine: 338

Lo scopo di questo libro ? di presentare il conflitto arabo-israeliano secondo una prospettiva politica ?realistica?, senza per? ignorare i principi e i valori politico-culturali che anche in questo conflitto hanno svolto e svolgono tuttora un ruolo essenziale. INDICE: PREMESSA. Capitolo I: LO YISHUV. Capitolo II: LO YISHUV IN GUERRA. Capitolo III: LA GUERRA DEL 1948. Capitolo IV: DAL 1948 ALLA GUERRA DEL SINAI. Capitolo V: LA GUERRA DEI SEI GIORNI. Capitolo VI: LA GUERRA D?ATTRITO. Capitolo VII: LA GUERRA DEL KIPPUR. Capitolo VIII: IL CONFLITTO CON I PALESTINESI. Capitolo IX: LA GUERRA DEL LIBANO. Capitolo X: L?INTIFADA E LA ?PACE FALLITA?. Capitolo XI: GUERRA E TERRORE. Capitolo XII: NON C PACE TRA GLI ULIVI. EPILOGO. BIBLIOGRAFIA.

Metamorfosi del potere

Metamorfosi del potere

Autore: Laura Sanò ,

Numero di pagine: 212

Come è stato possibile l’Olocausto? Come “spiegare” razionalmente ciò che sembra eccedere ogni misura razionale? Si situa in questo contesto problematico l’incontro di Hannah Arendt con Franz Kafka. Storicamente documentato da una conferenza tenuta nel 1944 a Mount Holykoke, a pochi mesi dalla fine della seconda guerra mondiale, e dalla scoperta della tragedia del genocidio, il rapporto con lo scrittore praghese si rivela essere cruciale nel progetto teorico perseguito da Arendt. Secondo la filosofa, Kafka ha compreso fino in fondo – ed espresso mediante parabole – un assunto che ella aveva condiviso, attraverso un’adesione non solo intellettuale, ma anche psicologica ed emotiva. Aveva individuato nell’uomo, nell’enigma dell’uomo, nell’imperscrutabilità della sua essenza più profonda, negli abissi di quello che è destinato comunque a restare un mistero, l’origine del male, in tutte le sue manifestazioni individuali e sociali. Kafka è “pensatore politico” - come Arendt lo definisce - proprio perché è la guida più affidabile per esplorare gli intrecci che connettono etica e politica, e che ritrovano nell’individuo la radice delle forme...

Terra contro Mare. Riflessioni sul Nuovo Ordine Mondiale a partire da Carl Schmitt

Terra contro Mare. Riflessioni sul Nuovo Ordine Mondiale a partire da Carl Schmitt

Autore: Stefano Carloni ,

Numero di pagine: 122

Questo saggio ricostruisce criticamente l`«itinerarium mentis» che ha condotto il giurista di Plettenberg, a partire dalla sua autocoscienza di tedesco sconfitto e umiliato dai diktat di Versailles, a formulare dapprima una teoria dei "grandi spazi" come superamento degli Stati nazionali, e poi a costruire una filosofia della storia basata sulla contrapposizione fra Terra e Mare. Una visione, quella di Schmitt, centrata sull'odio nei confronti dei popoli marittimi anglosassoni e tendente a condannare senza appello liberalismo e democrazia, alla quale l`Autore oppone una antropologia relazionale, in cui l`«uomo della terra», ontologicamente radicato nella chiusura della Politica - e pertanto storicamente escludente e guerrafondaio - è destinato a essere trasceso e vinto dall'«uomo del mare», la cui apertura fondata sul Diritto si manifesta come universalismo includente e pacificante.

La giustizia dei vincitori

La giustizia dei vincitori

Autore: Danilo Zolo ,

Numero di pagine: 208

C'è una 'giustizia su misura' per le grandi potenze occidentali, che godono di un'assoluta impunità per le guerre di aggressione di questi anni, giustificate come guerre umanitarie o come guerre preventive contro il terrorismo. E c'è una 'giustizia dei vincitori' che si applica agli sconfitti e ai popoli oppressi, con la connivenza delle istituzioni internazionali, l'omertà di larga parte dei giuristi accademici e la complicità dei mass media. In realtà solo la guerra persa è un crimine internazionale.

Leggere Benjamin contropelo

Leggere Benjamin contropelo

Autore: Damiano Roberi ,

Numero di pagine: 308

La natura non sembra essere uno dei temi principali delle riflessioni di Walter Benjamin. Quest’opera si propone di mostrare come, al contrario, la leggibilità del suo pensiero per gli interpreti contemporanei sia essenzialmente plasmata da tale aspetto. Ciò vale per l’intero arco delle opere benjaminiane, dall’incompiuto Passagenwerk al giovanile Sulla lingua in generale e sulla lingua dell’uomo, dal Dramma barocco tedesco ai grandi saggi su Goethe, Kafka, Kraus e Leskov. Andare alla ricerca dell’idea di natura in Benjamin significa scoprire potenzialità – le analisi della violenza perpetrata su di essa dalla modernità, prima barocca e poi capitalista – e incontrare aporie – la bellezza, l’oblio, l’innocenza della natura, ma soprattutto il ruolo dell’uomo nei suoi confronti. Ereditare Benjamin equivale a cercare e trovare nuovi strumenti per rispondere a questa domanda: come pensare l’intreccio di storia e natura che si presenta oggi come crisi ecologica?

Il nemico ritrovato. Carl Schmitt e gli Stati Uniti

Il nemico ritrovato. Carl Schmitt e gli Stati Uniti

Autore: Andrea Mossa ,

Numero di pagine: 320

Mentre il pensiero di Carl Schmitt, compromesso con il regime nazista, viene bandito dal mondo accademico, nelle università degli Stati Uniti fanno carriera vari studiosi europei (in buona parte ebrei tedeschi costretti all’esilio) che con lui hanno contratto consistenti debiti teorici. Alcuni sono stati suoi allievi e amici, altri semplicemente si sono confrontati con il suo pensiero perché a Weimar negli anni Venti, per un filosofo o un politologo o un giurista, era difficile non confrontarsi con Schmitt. Come hanno fatto i conti con il “bagaglio schmittiano” che avevano portato con sé dall’Europa? In che misura Schmitt ha influenzato il pensiero americano quando le regole della rispettabilità accademica sconsigliavano anche solo di menzionare il suo nome? Com’è accaduto che a un certo punto Schmitt sia stato riscoperto, e nel giro di un paio di decenni sia per così dire diventato di moda? Il presente saggio tenta di rispondere a queste domande. Dopo aver delineato il rapporto ambiguo tra Schmitt e gli Stati Uniti, l’autore prende in esame – e ridimensiona – i cosiddetti «dialoghi nascosti» (che secondo alcuni avrebbero segnato lo sviluppo del pensiero...

Il lungo addio della filosofia politica contemporanea. Processi storici e questioni epistemologiche

Il lungo addio della filosofia politica contemporanea. Processi storici e questioni epistemologiche

Autore: Francesco Giacomantonio ,

Numero di pagine: 130

“Il paradosso della politica è la sua assenza di fondamento proprio” Jacques Rancière La filosofia politica da sempre ha costituito un campo di ricerca articolato e problematico: la realtà di cui essa si occupa incarna una parte caleidoscopica dell’esperienza dell’uomo. Questo testo si impegna a mettere a fuoco, in particolare, le fondamentali evoluzioni e oscillazioni della filosofia politica attraverso il xx secolo sino ai giorni nostri. Una sorta di “lungo addio” a particolari elementi, come la relazione con la Storia, lo status epistemologico rispetto ai suoi temi, il rapporto con la Ragione, il ruolo degli intellettuali. Il percorso di lettura proposto evoca tappe teoriche fondamentali: da Rawls a Habermas, da Weber a Schmitt, da Arendt a Derrida, da Strauss a Nozick, da Taylor a Rancière, da Foucault a Žižek, come pure contesti storico-sociali di riferimento. Si delinea così un possibile laboratorio di riflessioni, in cui poter sperimentare confronti e ipotesi di ricerca su questioni e concetti cruciali per la comprensione politica dell’epoca che attraversiamo. E abbiamo una grande necessità di conoscerla meglio, per governarla.

Il segreto del potere

Il segreto del potere

Autore: Damiano Palano ,

Numero di pagine: 298

Il realismo politico ha sempre coltivato l’ambizione di penetrare il segreto più oscuro del potere. La realtà cui allude spesso polemicamente il realismo politico è infatti la cruda realtà del potere e del conflitto: una realtà che soggiace a implacabili «regolarità » e che scaturisce dai caratteri immutabili della «natura umana». Questo volume cerca però di mostrare come ogni progetto che si ispira al realismo politico si trovi lacerato da un paradosso strutturale. Da un lato, il realismo ambisce infatti a far discendere la propria comprensione delle «regolarità» della politica da una conoscenza ‘realistica’ della «natura umana», intesa come paradigma invariante. Dall’altro, è invece consapevole della pervasività del «politico»: si trova perciò a sospettare che tutti i concetti politici siano concetti polemici e che le logiche del potere plasmino anche il modo di concepire la «natura umana». Ma il mancato riconoscimento della tensione fra natura e cultura rischia di occultare ciò che davvero contrassegna il «politico». E solo assumendo come punto di partenza il paradosso in cui si trova costretto il realismo, diventa invece possibile tornare a...

La civiltà occidentale e l’identità europea

La civiltà occidentale e l’identità europea

Autore: Erasmo Silvio Storace ,

I due autori di riferimento di questa trattazione, Oswald Spengler e Carl Schmitt, sono quasi contemporanei: Spengler nasce nel 1880, mentre Schmitt nasce nel 1888. Schmitt arriverà però a vivere quasi cento anni (morirà infatti nel 1985), mentre Spengler morirà molto prima, addirittura nel 1936, ossia senza vedere la Seconda guerra mondiale, che invece sarà fonte di riflessioni importantissime per Schmitt. Si pensi che il primo volume del capolavoro di Spengler, Il tramonto dell’Occidente, è stato ultimato prima della fine della Prima guerra mondiale: ciononostante, egli sembra aver maturato risultati analoghi a quelli a cui giungerà Schmitt proprio alla luce dei cambiamenti connessi agli esiti dei due conflitti mondiali (a tal proposito, si farà riferimento soprattutto al suo lavoro del 1950, Il nomos della terra). Si potrebbe dunque dire che i due autori partano da alcuni presupposti analoghi, anche a livello cronologico e di formazione: si sono infatti formati negli stessi anni, cioè in quel periodo di profonda crisi descritto da entrambi come l’inizio della fine.

Sul concetto di politica

Sul concetto di politica

Autore: Carl Schmitt ,

Der Begriff des Politischen (1927) è il saggio più importante e famoso di Carl Schmitt. In esso il giurista tedesco muove da un quesito semplice e apparentemente banale: se bello e brutto sono le categorie dell’estetica, giusto e ingiusto (e buono e cattivo) lo sono della morale, utile e dannoso dell’economia, e così via, quali sono le categorie della politica? Quest’ultima – risponde Schmitt – è necessariamente incardinata sulla distinzione amico/nemico. L’esistenza dell’hostis latino – cioè del “nemico pubblico”, ben diverso dal nemico privato (inimicus) – rende possibile l’aggregazione politica, la quale, per sua natura, include alcuni ed esclude altri, che perciò costituiscono un’insidia almeno potenziale. Frutto del clima e delle lacerazioni della Repubblica di Weimar, con il trascorrere del tempo Begriff des Politischen è divenuto uno snodo fondamentale della riflessione sul potere, offrendosi ai lettori come l’ultimo classico della tradizione machiavelliana del “realismo politico”.

I conflitti per la terra

I conflitti per la terra

Autore: Mauro Van Aken , Luca Ciabarri , Cristiana Fiamingo ,

Numero di pagine: 288

Il tema del land grabbing – l’accaparramento indiscriminato di ampie superfici di terra da parte di compagnie private o di Stati stranieri nei paesi del Sud del mondo per soddisfare i propri bisogni alimentari ed energetici – ha conosciuto negli ultimi anni un esteso dibattito tanto in ambienti accademici quanto nella discussione pubblica. Questo testo colloca tale discussione entro un orizzonte problematico ampio, che comprende le contese e competizioni attorno alla proprietà e all'uso della terra, i sistemi di produzione del cibo e la sicurezza alimentare, la salvaguardia ambientale, le identità, i valori e le culture dei territori. Il testo, oltre a presentare in forma agile e succinta il fenomeno dell’accaparramento di suolo nella sua estensione quantitativa, sotto il profilo giuridico, economico e nei suoi legami con la produzione di cibo, propone un’ampia varietà di casi di studio che ci conducono dal Brasile alla Thailandia ai contesti africani ed europei e che abbracciano tanto l’epoca coloniale quanto il periodo postcoloniale.

El nomos infrangido: globalización y constituciones Del limite como principio esencial de los ordenamientos juridicos

El nomos infrangido: globalización y constituciones Del limite como principio esencial de los ordenamientos juridicos

Autore: Carmine Romaniello , Nicola Milione ,

Numero di pagine: 320

Il volume ha ad oggetto i risvolti di carattere costituzionalistico dei fenomeni che premono per il superamento dei confini indagando quanto e come le forme del potere in un mondo sempre più globalizzato si stiano ricomponendo, invece di distribuirsi in modo da includere quella parte della popolazione mondiale che finora ne è stata esclusa. Siamo stati indotti a fare la prima edizione in lingua spagnola di questo libro dal giudizio che la stampa e uomini di cultura giuridica competentissimi diedero in Italia. "El volumen tiene a objeto las solapas de carácter constituciónalistico de los fenómenos que comprimen por la superación de los confines indagando cuánto y como las formas del poder en un mundo cada vez más globalizzato esté recomponiendo, en lugar de repartirse de modo que incluir aquella parte de la población mundial que hasta ahora ha sido excluida de ello.Hemos sido inducidos a hacer la primera edición en lengua española de este libro del juicio que la prensa y hombres competentes de cultura jurídica dieron en Italia.

La vita estrinseca. Dopo il linguaggio

La vita estrinseca. Dopo il linguaggio

Autore: Felice Cimatti ,

Numero di pagine: 210

Della "vita estrinseca" parla Leopardi nell'Elogio degli uccelli, all'interno delle Operette Morali. Che cos'è una vita "estrinseca"? Ecco qualche possibilità: la vita così come la può vivere un animale, ad esempio un calabrone che vola rumoroso tra i fiori, oppure una sardina che si sente a casa nell'oceano; un bambino in un lungo interminabile pomeriggio d'estate al mare, o una pittrice che ostinatamente riprende il suo soggetto, e sempre di nuovo ricomincia a dipingerlo, senza noia o stanchezza. E ancora: la scena finale di Professione Reporter ‒ il film di Antonioni ‒ con il divenire-cielo di David Locke/Jack Nicholson, oppure un uomo che prega, senza rivolgersi a nessuno, per la gloria del mondo. In tutti questi esempi qualcuno, umano o no (questa venerabile distinzione non è importante), è in piena relazione con il mondo, fa tutt'uno con l'esistenza, oltre la mente e oltre il corpo. La "vita estrinseca" è quella vita in cui non ci si sente più come qualcuno, o qualcosa, di separato dalla vita e dal mondo. La "vita estrinseca", in fondo, è il mondo che si sente attraverso di noi. Si tratta di una condizione che è difficile provare, perché tutto ‒ nelle nostre ...

Il mondo delle idee. Dai Greci al nostro tempo. Le idee costruiscono il mondo e lo distruggono

Il mondo delle idee. Dai Greci al nostro tempo. Le idee costruiscono il mondo e lo distruggono

Autore: Giancarlo Scibona ,

Numero di pagine: 413
Sconfinate

Sconfinate

Autore: AA.VV. ,

Numero di pagine: 192

Che cosa unisce il Sahara all’Ucraina, Haiti e il Congo, il Pakistan e il Myanmar? La storia di comunità divise da linee tracciate sulla carta, confini che cambiano provocando deportazioni di intere popolazioni, monarchi che non vogliono abbandonare il loro scranno, frontiere illegali che creano ghetti, lasciti coloniali che provocano guerre... In questo volume – scritto a più mani e curato da Emanuele Giordana senza intenti di esaustività ma rappresentativo delle differenti tipologie di frontiere contese – si racconta la geopolitica dei confini analizzando alcuni casi emblematici, per concludere con un inquadramento storico e letterario sul concetto di confine, un’analisi sociologica sulla sua mediatizzazione come nel caso delle tragedie del Mediterraneo e uno sguardo a una situazione di portata globale più emblematica tra quelle attuali che si va consumando attorno al 38° parallelo.

Elogio del diritto

Elogio del diritto

Autore: Massimo Cacciari , Natalino Irti ,

Numero di pagine: 158

Dike, la Giustizia, figlia degli Dei, sarà forse costretta, alla fine del suo destino, a coincidere con Nomos, il diritto posto dalla volontà umana uscita da una guerra vittoriosa? La Giustizia apparirebbe allora come un fatto, indisgiungibile dal fatto del potere e delle sue leggi. Oppure Dike, la Giustizia, fa segno, indica qualcosa che trascende i fatti, e che tuttavia deve coi fatti del potere e delle leggi implicarsi? Ecco l’interrogazione eterna della nostra civiltà. Per comprendere come oggi questi concetti e rapporti si dispongano, è necessario tornare al punto in cui si sono determinati per la prima volta, ripercorrerne la genealogia. È quello che fanno Massimo Cacciari e Natalino Irti ripensando un classico saggio del grande filologo Werner Jaeger, apparso all’indomani della seconda Guerra mondiale.

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