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Fiume città di passione

Fiume città di passione

Autore: Raoul Pupo ,

Numero di pagine: 344

A Fiume, piccola città in cima all'Adriatico, sembra addensarsi tutta la storia del Novecento europeo. «Città di passione»: con queste parole Gabriele D'Annunzio battezza Fiume nel primo dopoguerra, imponendola all'attenzione internazionale assieme al mito della 'vittoria mutilata'. Altre e più tragiche passioni si scatenano nel secondo dopoguerra. Questa volta nel silenzio e nella distrazione della patria ferita, molti dei fiumani devono prendere la via dell'esilio. Il guscio della città però rimane in piedi e Fiume condivide il suo destino con le altre 'città cambiate', Salonicco, Smirne, Königsberg: le città poste lungo quei confini attorno ai quali si sono accesi i maggiori conflitti europei del XX secolo. Parlare di Fiume vuol dire tuffarsi nel vortice della 'grande semplificazione' che ha travolto l'Europa centro-orientale. Vuol dire anche parlare delle storie accadute tra le pieghe di quelle più appariscenti: accanto alla vicenda di un fiero municipalismo che cerca di resistere al trionfo degli stati-nazione, c'è la storia di una grande illusione. Quella di un piccolo nucleo di operai e intellettuali italiani che, in epoca di guerra fredda, lasciano la...

Storia del Soviet, della Costituente e della Costituzione nella Russia rivoluzionaria

Storia del Soviet, della Costituente e della Costituzione nella Russia rivoluzionaria

Autore: Ugo Scuotto ,

Numero di pagine: 634
Cipollino nel Paese dei Soviet

Cipollino nel Paese dei Soviet

Autore: Anna Roberti ,

Numero di pagine: 240

Nel 1951 Gianni Rodari pubblicò Il romanzo di Cipollino (divenuto in seguito Le avventure di Cipollino). Il libro ebbe in Italia un discreto successo, ma fu presto quasi dimenticato. In Unione Sovietica, invece, divenne famosissimo, e nell’attuale Federazione russa la sua popolarità non accenna a diminuire; anzi, anche grazie a Cipollino, Rodari continua a essere lo scrittore italiano più amato. Quasi a voler ricambiare questo grande amore, il poeta di Omegna disseminò nelle sue opere una miriade di riferimenti letterari, storici, culturali e geografici all’URSS e al suo popolo, dei «sassolini russo-sovietici» che Anna Roberti ha cercato e raccolto (d’altronde, Cipollino è l’anagramma di Pollicino!). L’autrice ha inoltre ricostruito nei dettagli i numerosi viaggi di Rodari nel Paese dei Soviet, riportando testimonianze dirette e gustosi aneddoti. Ne emerge che, anche «oltre cortina», il creatore di Cipollino si fece notare per le sue ben note caratteristiche: l’ironia, la modestia e la capacità di rapportarsi con bambini e bambine, mettendo in moto la propria e l’altrui fantasia. Meno scontata, e per certi versi sorprendente, è l’opinione espressa da...

Compagni!

Compagni!

Autore: Federico Mello ,

Numero di pagine: 384

Livorno, 15 gennaio 1921: da tutta Italia affluiscono giornalisti, intellettuali, dirigenti di sezione, sindacalisti, operai, futuri partigiani. I disordini e le mobilitazioni del biennio rosso si sono conclusi da poco, il Partito socialista ha guadagnato consensi elettorali ma è lacerato al suo interno proprio mentre cominciano le violenze fasciste. Nel frattempo, da Mosca è stato diramato un documento che indica le ventuno condizioni da rispettare per far parte della Terza internazionale. In questo clima politico teso si aprono i lavori del XVII Congresso. Il palco del teatro Goldoni vedrà accendersi lo scontro fra socialisti e comunisti e, mozione dopo mozione, l’ala estremista si allontanerà progressivamente, fino all’inevitabile scissione. In una narrazione coinvolgente ma sempre aderente alla realtà storica, Federico Mello ci racconta un momento cruciale, troppo spesso imprigionato nella mitografia, in cui si confondono interessi personali e differenti visioni politiche, errori di valutazione e intuizioni in anticipo sul corso dei tempi. Il momento in cui la sinistra italiana si divise, per la prima, proverbiale volta. Ci sono tutti i protagonisti dell’epoca: il...

Viaggio sentimentale

Viaggio sentimentale

Autore: Viktor Šklovskij ,

Numero di pagine: 346

«La mia storia d’amore con la rivoluzione è profondamente infelice...» scrive a Gor’kij dalla Finlandia, dov’era fuggito per evitare l’arresto, Viktor Šklovskij. È il 15 aprile 1922. A Mosca si preparava il processo ai «socialrivoluzionari di destra», e Šklovskij aveva militato nelle cellule clandestine del Partito socialrivoluzionario. «Negli allevamenti di cavalli ci sono stalloni che chiamano “ruffiani” ... Il ruffiano monta sulla giumenta, lei prima si rifiuta e scalcia, poi inizia a concedersi. A quel punto il ruffiano viene trascinato via e fanno entrare il vero riproduttore ... Noi socialisti abbiamo “scaldato” la Russia per i bolscevichi...». E mentre attende di poter partire per Berlino, comincia a scrivere nuove – le più ardue, dolorose – memorie del recente passato. Nasce così «Viaggio sentimentale», titolo che è un palese e sorridente omaggio a Sterne, lo scrittore da lui «resuscitato in Russia». La prima guerra mondiale, la rivoluzione d’Ottobre e la lotta fratricida che ne seguì – tutto è raccontato da un testimone che, per nostra fortuna, non ha pretesa alcuna di imparzialità. È semmai la scrittura, l’inconfondibile e...

Storia della sinistra comunista: 1919-1920. Dal congresso di Bologna del PSI al secondo congresso dell'Internazionale comunista

Storia della sinistra comunista: 1919-1920. Dal congresso di Bologna del PSI al secondo congresso dell'Internazionale comunista

I Precursori della rivoluzione russa

I Precursori della rivoluzione russa

Autore: Anna Kolpinska , Nikolaĭ Berdi︠a︡ev , Umberto Zanotti-Bianco ,

Numero di pagine: 275
Lenin

Lenin

Autore: Victor Sebestyen ,

Numero di pagine: 560

"La prima grande sventura del popolo russo è stata la nascita di Lenin. La seconda è stata la sua morte" ha scritto Winston Churchill nel 1929. La Rivoluzione russa del 1917 ha destabilizzato l'assetto politico dell'Europa e del mondo intero, e oggi tutti conoscono gli sconvolgimenti che ha provocato. Le interpretazioni storiografiche sono state molteplici: per un lungo periodo molte posizioni sono state strumentalmente ideologiche, volte all'apologia o alla condanna del sistema sovietico. Il giudizio storico sulla personalità di Lenin, sulle sue motivazioni e le sue intenzioni, ha subito una sorta di congelamento ed è stato raramente rivisto nel corso dell'ultima generazione. Lenin è stato dipinto spesso come un ideologo rigido, un comunista fanatico, ma questo è vero fino a un certo punto. Si considerava un idealista, scrive Sebestyen, e nei rapporti personali si comportava nel modo in cui era stato educato: come un gentiluomo dell'alta borghesia. Era capace di ridere, a volte persino di se stesso. Non era un sadico e non era interessato ai dettagli della morte delle sue vittime, le soppressioni erano politicamente necessarie e gli individui nient'altro che dei numeri....

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