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Breve trattato sulla decrescita serena

Breve trattato sulla decrescita serena

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 137

«La decrescita non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di “acrescita”, così come si parla di ateismo. D’altra parte, si tratta proprio dell’abbandono di una fede o di una religione (quella dell’economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall’essere accettate. Ma se non vi sarà un’inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un’altra logica: quella di una “società di decrescita”». Serge Latouche

Breve trattato sulla decrescita serena e Come sopravvivere allo sviluppo

Breve trattato sulla decrescita serena e Come sopravvivere allo sviluppo

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 200

«Non possiamo più sopportare né i nostri vizi né i loro rimedi». Il celebre motto di Tito Livio sembra concepito per la situazione di crisi planetaria che stiamo attraversando. Questa insostenibilità congiunta di pessime pratiche e mezzi fittizi per contrastarle ha trovato in Serge Latouche un analista affilato e conseguente, determinato a snidare l’impostura economica ovunque si rintani, nelle parole e nelle cose. Latouche addita il nostro vizio capitale nel vivere irresponsabilmente all’insegna dell’eccesso. Troppo di tutto: troppa produzione, troppo consumo, troppa rotazione dei prodotti, troppa obsolescenza, troppo scarto; e, insieme, troppa disuguaglianza, troppa disoccupazione, troppo saccheggio di risorse naturali, troppo inquinamento di ogni genere (biochimico, mentale, visivo, acustico). Ma non si tratta del pervertimento di un modello di sviluppo sano, a cui basterebbe applicare i giusti correttivi. A essere tossica, senza appello, è la nozione stessa di crescita ovunque si sia incarnata, nell’ultraliberismo del capitale globalizzato o nel produttivismo del socialismo reale. Dopo il fallimento delle politiche sviluppiste, anche nella versione cosiddetta...

Come si esce dalla società dei consumi

Come si esce dalla società dei consumi

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 205

Latouche riprende qui tutti i principali temi e le argomentazioni della sua riflessione sulla necessità di abbandonare la via della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Non si tratta, a suo giudizio, di contrapporre uno sviluppo buono a uno cattivo, ma di uscire dallo sviluppo stesso, dalla sua logica e dalla sua ideologia. Per questo è anzitutto necessario «decolonizzare l’immaginario», un compito di portata storica in cui si rivela essenziale il dialogo con i maestri della tradizione «libertaria», da Ivan Illich ad André Gorz e Cornelius Castoriadis. La stessa crisi attuale può essere vista, secondo Latouche, come una «buona notizia», se servirà ad aprire gli occhi sulla insostenibilità del «progresso» che l’Occidente ha realizzato fin qui. Per Latouche, infatti, la via della decrescita serena passa in primo luogo per una presa di coscienza del fatto che lo sviluppo è un’invenzione dell’uomo, e che il rapporto tra uomo e natura può essere rimodellato in una dimensione «conviviale», nel rispetto della legge dell’entropia e all’insegna di quella che egli chiama «opulenza frugale»:meno consumi materiali e più ricchezza...

Solo una decrescita felice (selettiva e governata) può salvarci

Solo una decrescita felice (selettiva e governata) può salvarci

Autore: Maurizio Pallante , Alessandro Pertosa ,

Numero di pagine: 189

Decrescita non significa impoverimento: significa imparare a vivere meglio con meno, costruendo un mondo più sereno e felice.

Wall Street e la legge morale

Wall Street e la legge morale

Autore: Giovanni Piazza ,

Numero di pagine: 257

E se un giorno chi detiene le chiavi dell'economia mondiale prendesse le sue decisioni non solo ricercando il profitto, ma lasciandosi guidare da principi morali universali? Forse il benessere sarebbe più diffuso e nei momenti di crisi alla fine si conterebbero meno vittime... Questa prospettiva è decisamente di là da realizzarsi. Ciò non toglie che si possa cominciare a porre le basi ideali per una fondazione morale dell'economia, che abbia al suo centro l'attenzione per l'uomo e – esigenza non più rinviabile – la cura dell'ambiente. In questo libro si apre una riflessione a tutto campo che invita gli attori economici a chiedersi non solo che cosa sia più vantaggioso, ma che cosa sia più giusto fare. Questa domanda fondamentale viene via via declinata in interrogativi più specifici: è vero che tutto può essere comprato e venduto? Bene e utile coincidono? L'interesse di chi bisogna perseguire nella propria iniziativa imprenditoriale? L'avidità è il motore del progresso oppure un vizio? In quale misura sono accettabili le diseguaglianze economico-sociali? Che tipo di uomo vuole essere il businessman? Quale rapporto ha la ricchezza con la felicità? Quali valori sono ...

Più etica nel mercato?

Più etica nel mercato?

Autore: Paolo Del Debbio ,

Numero di pagine: 288

È diffusa la convinzione che all’origine dei problemi economici di questi anni ci sia una generale mancanza di principi etici, che dovrebbero invece orientare le dinamiche e gli scopi del mercato. Per porre fi ne al disordine sarebbe quindi sufficiente ripristinare la funzione originaria che, secondo tale visione, esso dovrebbe svolgere: il perseguimento del bene comune. Così esposto, il ragionamento sembra fondato e persino scontato. La realtà è ben diversa. Come dimostra Paolo Del Debbio in questo libro, basta porsi alcune semplici domande per far emergere le molte contraddizioni che si nascondono dietro un’apparente e seducente ovvietà. I disastri finanziari, l’assenza di un accordo sulla gestione dell’emergenza ambientale e di interventi efficaci nella lotta alla povertà sono frutto dei meccanismi perversi del mercato o forse dell’inadeguatezza dei pubblici poteri? A un’attenta osservazione il richiamo all’etica si rivela infatti un alibi per coprire le responsabilità di chi non compie il proprio dovere. Docente di Etica ed economia all’Università Iulm di Milano, Del Debbio costruisce un percorso che, partendo dalle origini della questione etica in...

Utopia. 500 anni dopo

Utopia. 500 anni dopo

Autore: Marina D’Amato ,

Numero di pagine: 170

Utopia come ottimo luogo o non luogo, tradotto, questa volta, nei termini di una perfetta società delle macchine che riafferma la fiducia nell’assolutismo scientista e una posizione conservatrice fondata sull’immutabilità dell’umano? A cinquecento anni dall’utopia di Moro non vi è una via più duttile, capace di riflettere sulle trasformazioni future dell’umano? Quando apparve nel 1516 L’Utopia di Tommaso Moro voleva, secondo i più, esprimere il sogno rinascimentale di una società perfetta, in cui la cultura avrebbe dovuto regolare la vita degli uomini. Quella straordinaria ‘isola che non c’è’ è descritta ampiamente in uno spazio formata da cinquantaquattro città molto ben governate da abili magistrati e popolate da abitanti che lavorano poco, mai più di sei ore al giorno, producendo tutto ciò che serve per vivere, prelevando dai granai comuni secondo le proprie necessità. Individui tolleranti, pacifici, privi di avidità, gli abitanti di questa città ideale non hanno altri bisogni materiali, se non quelli che soddisfano facilmente nella vita comunitaria, facendo attenzione alle regole, persino a quelle dell’opportuna limitazione delle nascite. Il...

Design, territorio e sostenibilità. Ricerca e innovazione per la valorizzazione delle risorse locali

Design, territorio e sostenibilità. Ricerca e innovazione per la valorizzazione delle risorse locali

Autore: AA. VV. ,

Numero di pagine: 113

85.82

Creatività e crisi della comunità locale. Nuovi paradigmi di sviluppo socioculturale nei territori mediani

Creatività e crisi della comunità locale. Nuovi paradigmi di sviluppo socioculturale nei territori mediani

Autore: AA. VV. ,

Numero di pagine: 226

1791.4

Relazione sulla situazione economica del Lazio 2010

Relazione sulla situazione economica del Lazio 2010

Autore: Unione Regionale delle camere di commercio industria ,

Numero di pagine: 154

365.871

Grazie alla cultura

Grazie alla cultura

Autore: Francesco De Biase , Aldo Garbarini , Loredana Perissinotto , Orlando Saggion ,

Numero di pagine: 96

1257.30

Paesaggio Piano Progetto

Paesaggio Piano Progetto

Autore: Aa.Vv. ,

Numero di pagine: 250

La Convenzione europea del Paesaggio e il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio hanno aperto nuovi scenari ponendo al centro del governo del territorio il progetto per il paesaggio: la pianificazione paesaggistica rappresenta, infatti, lo sfondo culturale e il riferimento normativo delle politiche per lo sviluppo sostenibile, della pianificazione urbanistica, del progetto urbano. Ambiente, beni storico-culturali, insediamenti si compongono alle diverse scale nei paesaggi che percepiamo: paesaggi con riconosciuti valori di eccellenza, paesaggi ordinari della quotidianità, paesaggi degradati da riqualificare, nuovi paesaggi generati da sovrapposizioni, ibridazioni, mutazioni di forme e strutture. L'attuale fase di adeguamento dei piani urbanistici comunali al Piano Paesaggistico vede impegnata la gran parte dei Comuni della Sardegna in un difficile lavoro di messa a punto alla scala locale dei sistemi informativi territoriali, di interpretazione dei caratteri peculiari e delle vocazioni dei luoghi, di definizione di assetti spaziali coerenti con la tutela del paesaggio e con le linee dello sviluppo voluto dalle collettività. Il volume è a cura di Emanuela Abis.

L'invenzione dell'economia

L'invenzione dell'economia

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 279

Dall’autore del Breve trattato sulla decrescita serena, ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle «invenzioni» cruciali della modernità. Come si è formato il nostro «immaginario economico», la nostra visione economica del mondo? Perché oggi vediamo il mondo attraverso i prismi dell’utilità, del lavoro, della concorrenza, della crescita illimitata? Che cosa ha portato l’Occidente a inventare il valore produttività, il valore denaro, il valore competizione, e a costruire un mondo in cui nulla ha più valore, e tutto ha un prezzo? Serge Latouche ritorna qui alle origini di questa economia che i primi economisti definivano la «scienza sinistra», e articolando la sua argomentazione in prospettiva storico-filosofica, mostra come si è plasmata la nostra ossessione utilitarista e quantitativa, e ci permette così non solo di gettare uno sguardo nuovo sul nostro mondo, ma soprattutto di affrontarne la sfida sul piano di valori davvero fondamentali come libertà, giustizia, equità.

Come reincantare il mondo

Come reincantare il mondo

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 96

«Il più autorevole critico dello sviluppo. » la Repubblica - Federico Rampini Quando si parla di economia non è azzardato dire che si tratti di una vera e propria religione. Come la religione anche l’economia ha le sue chiese e i suoi templi – le banche e le borse – imprese, agenti di cambio o esperti di finanza sono le sue cattedrali, i suoi prelati o profeti; la pubblicità e il marketing sono le preghiere che ne officiano la liturgia: il consumo. Non a caso secondo Serge Latouche in questo libello combattivo, sulle banconote americane troviamo fissato il motto «In God We Trust» e, se dovessimo immaginare i Dieci comandamenti del capitalismo, non sfigurerebbe la battuta fulminante del finanziere di Wall Street: «L’avidità è giusta». L’idolatria della crescita solleva, dunque, la questione della natura quasi religiosa dell’economia di mercato. Una religione secolare e materialista che disincanta il mondo, distruggendo il legame sociale e gli ecosistemi necessari per la sopravvivenza dell’umanità. «Desacralizzare» la crescita, secondo Latouche, consiste innanzitutto nel rivelare il modo in cui ha avuto luogo la sua sacralizzazione. Il progetto di una...

La scommessa della decrescita

La scommessa della decrescita

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 224

Il termine ‟decrescita” suona come una scommessa o una provocazione, nonostante la generale consapevolezza dell'incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. L'oggetto di questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico. Bisogna ripensare la società inventando un'altra logica sociale. Ma qui si pone la questione più difficile: come costruire una società sostenibile, in particolare nel Sud del mondo? Bisogna quindi esplicitare i diversi momenti per poter raggiungere questo obiettivo: cambiare valori e concetti, mutare le strutture, rilocalizzare l'economia e la vita, rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti, rispondere alla sfida dei paesi del Sud. Infine, bisogna garantire tramite misure appropriate la transizione dal nostro modello incentrato sulla crescita a una Società della decrescita. Tutti temi questi che già a vario titolo compaiono nell'agenda politica di molti paesi europei, tra cui la Francia e la Germania, e che anche in Italia cominciano a...

Per un'abbondanza frugale

Per un'abbondanza frugale

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 150

Che cos'è mai l'abbondanza frugale, oltre a un ossimoro che lega provocatoriamente due opposti, a un'ennesima parola d'ordine suggestiva e impraticabile? Se qualcuno replicasse così alla prospettiva di una convivenza capace di sobrietà non punitiva, verrebbe preso sul serio da Serge Latouche, e contraddetto con ottime ragioni. Agli argomenti di chi dissente da lui e dagli altri, sempre più numerosi, «obiettori di crescita», il maggior teorico della decrescita dedica questo libro, ormai necessario dopo anni di malintesi, resistenze, travisamenti strumentali, accese controversie. Gli sviluppisti incrollabili, o gli scettici poco inclini a dar credito alle logiche antieconomiche, troveranno qui il repertorio delle loro tesi e delle loro perplessità, smontate una a una. Sarà difficile continuare a sostenere con qualche fondatezza che la decrescita è retrograda, utopica, tecnofoba, patriarcale, pauperista. La crisi devastante che stiamo vivendo la indica invece come l'uscita laterale dalla falsa alternativa tra austerità e rilancio scriteriato dei consumi. Un'abbondanza virtuosa, ci avverte Latouche, è forse l'unica compatibile con una società davvero solidale.

Usa e getta

Usa e getta

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 149

NUOVA EDIZIONE 2015 ******** Secondo le aziende costruttrici, quella della vita a termine degli oggetti di consumo, soprattutto elettrici ed elettronici, sarebbe soltanto una «triste leggenda», un sospetto infondato perché privo di riscontri fattuali. Sfidano a dimostrare l'esistenza di una difettosità deliberata, l'introduzione di qualcosa di simile a geni di mortalità in grado di far inceppare, a tempo debito, stampanti e lavatrici, televisori e computer, accorciandone la durata e costringendo gli acquirenti a sostituirli in modo sempre più compulsivo. Arrivano a negare ogni plausibilità all'idea stessa di «obsolescenza programmata», fenomeno - consustanziale alla nostra società della crescita illimitata - che invece è accertato e quantificato da ricerche indipendenti, testimoniato da progettisti che iniziano a parlare, combattuto da associazioni di consumatori, e sulla cui realtà tutt'altro che leggendaria Serge Latouche ci ha aperto gli occhi. Anche grazie al suo saggio, nei pochissimi anni trascorsi dalla prima edizione si sono smosse le acque in un ambito che coinvolge interessi colossali, e hanno preso consistenza iniziative a diversi livelli: rapporti...

Come sopravvivere allo sviluppo

Come sopravvivere allo sviluppo

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 107

Sociale, umano, locale, durevole... Lo sviluppo ha di recente rivestito abiti nuovi che soddisfano i criteri di organizzazioni internazionali quali la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. Ma la logica economica è rimasta la stessa e il modello di sviluppo è sempre conforme all’ortodossia neoliberale. Lo sviluppismo si fonda sulla convinzione che sia possibile ottenere la prosperità materiale per tutti, cosa che sappiamo essere dannosa e insostenibile per il pianeta. Secondo Latouche, bisogna mettere in discussione i concetti di crescita, povertà, bisogni fondamentali, tenore di vita e decostruire il nostro immaginario economico, chiamando così in causa l’occidentalizzazione e la mondializzazione. Non si tratta ovviamente di proporre un impossibile ritorno al passato, ma di pensare a forme di un’alternativa allo sviluppo: in particolare la decrescita conviviale e il localismo.

Limite

Limite

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 115

Sfidare i limiti è l'imperativo del nostro tempo. Forzare il possibile, passare il segno, trasgredire in senso etimologico. Destino paradossale, quello delle parole. In nome della trasgressione appena ieri ci si faceva beffe dei divieti imposti per via autoritaria e del perbenismo, si aspirava all'equità sociale. Secoli prima, grandi movimenti di pensiero avevano ingaggiato battaglia con i valori tramandati, e inaugurato così la modernità. Ma l'«andare oltre» di oggi è l'emblema del dominio, perché si annida in un modello di sviluppo planetario che rispetta una sola regola: ignorare ogni confine naturale, geopolitico, etico, antropologico e simbolico, assimilandone l'idea stessa a remora passatista di cui liberarsi per aprire ai mercati. Il peccato di dismisura, sanzionato con severità dagli antichi, si è rovesciato in precetto; il furore prometeico ha sopravanzato lo spirito di sovversione. Serge Latouche non ci sta. Da anni elabora il progetto di un'alternativa praticabile al binomio crescita-illimitatezza. Si chiama decrescita e il suo concetto strategico è limite. Sinonimo di privazione in una prospettiva sviluppista, il limite appare qui come il vero punto di forza ...

L'economia è una menzogna

L'economia è una menzogna

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 142

I saperi che si ammantano di scientificità nascondono talora un cuore di fede, l’adesione ottenebrante a un credo. Serge Latouche l’ha scoperto quando era un giovane economista allevato alle dottrine sviluppiste e da allora non ha smesso di sfatare la religione secolare che si annida nella scienza economica. In queste tre conversazioni – con Thierry Paquot, Daniele Pepino e Didier Harpagès – Latouche per la prima volta racconta ampiamente di sé, di come sia diventato «ateo» e abbia concepito l’idea sociale della decrescita: le erranze della vita e del pensiero, tra Francia, Africa e Oriente, il terzomondismo, i compagni di strada, la svolta verso un’ecologia politica, la determinazione a opporsi dal basso all’incultura dell’iperproduzione e dell’iperconsumo, il conio di espressioni ormai adottate da ampi movimenti, come «decrescita serena» e «abbondanza frugale». Se i dogmi tossici dello sviluppo a ogni costo hanno spalancato l’abisso di una crisi senza fine, l’alternativa radicale secondo Latouche è uscire dall’economia, nelle pratiche e nell’immaginario. Il solo modo, per lui e per tutti gli obiettori di crescita, di recuperare una prosperità ...

Hyperpolis

Hyperpolis

Autore: Serge Latouche , Marcello Faletra ,

Bisogna rifondare i presupposti su cui si regge una città. E ogni rifondazione richiede un nuovo patto sociale, un nuovo modello di società. Del disastro urbano in corso negli ultimi decenni non sono colpevoli direttamente gli architetti o gli urbanisti, si tratta di una crisi di civilizzazione. La nozione di decrescita soccorre questo vuoto di prospettive: si tratta di un’uscita dal diktat del valore, ovvero di voltare le spalle alla mercificazione dello spazio urbano e dell’ambiente naturale ridotti a città-mondo, di cui il PIL, volto statistico dell’obbligo della crescita sociale secondo i parametri della produttività, ne è l’immagine ottusa e perversa più propagandata. Con questo agile e graffiante pamphlet, il teorico della decrescita Latouche e Faletra smontano l’ideologia di un capitalismo che si fa estetico, vettore di controllo sociale attraverso la cultura. Lʻarchitettura contemporanea, con le sue spettacolarità, è smascherata come lʻespressione più visibile dell’economia globale, uno spazio governato dai flussi finanziari privati.

Il pianeta dei naufraghi

Il pianeta dei naufraghi

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 279

Migranti e relitti si inabissano ogni giorno nei nostri mari, con una progressione da ecatombe. I «naufraghi dello sviluppo» di cui Serge Latouche parlava ventisei anni fa, quando uscì la prima edizione del libro, divenuto un classico della decrescita, adesso hanno i volti degli oltre quindicimila esseri umani già risucchiati in cimiteri d’acqua. Non accade spesso che espressioni metaforiche – il naufragio, gli approdi dei sopravvissuti – si inverino tragicamente, sacrificando il possibile che racchiudevano alla realtà peggiore. Un esito tuttavia non imprevisto, quantomeno da parte di Latouche, che nel momento in cui l’Occidente presagiva i trionfi dell’incipiente globalizzazione consegnava a queste pagine un’analisi senza scampo della logica produttivistica e delle sue conseguenze nefaste, e al contempo si congedava dai miti messianici del terzomondismo. Ciascuna osservazione di allora conserva una «terribile attualità» ed è traducibile alla lettera nelle parole-chiave degli odierni obiettori di crescita, se si sostituiscono sviluppo con crescita e doposviluppo con decrescita. Spinti ai margini di tutto dalla tracotanza della modernità, i «naufraghi»...

La decrescita prima della decrescita

La decrescita prima della decrescita

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 200

Gli sbandieratori del produttivismo e dello sviluppismo – anche nella versione contrabbandata per «verde» o sostenibile – vorrebbero accreditare un’immagine settaria e marginale degli obiettori di crescita: un manipolo di utopisti tardomoderni con l’ossessione recessiva di far cambiare rotta alla civiltà. Ma la logica trionfante del «cresci o muori» non può certo invocare maggior realismo, proprio quando si profila lo schianto del pianeta sotto il peso ecologicamente e socialmente funesto di iperproduzione, iperconsumo e iperscarto. Quell’insensatezza che oggi è diventata sinonimo di catastrofe viene da lontano, come chi in ogni tempo ne ha denunciato le storture che già si annunciavano mortifere. Si tratta di filosofi, poeti, economisti, romanzieri, politici, teologi, di cui Serge Latouche fa qui l’appello in quanto precursori, pionieri e compagni di strada. Tutt’altro che gracile, l’albero genealogico della decrescita vanta il fior fiore del pensiero critico e della sapienza di diversi continenti, configurando una storia delle idee alternativa. In felice promiscuità vi prendono posto cinici, epicurei e buddhisti zen, decrescenti di città e decrescenti...

La megamacchina. Ragione tecnoscientifica, ragione economica e mito del progresso

La megamacchina. Ragione tecnoscientifica, ragione economica e mito del progresso

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 224
Decrescita o barbarie

Decrescita o barbarie

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 48

Fra queste pagine si dipana un’intensa intervista in cui il teorico della decrescita esprime le proprie posizioni critiche sull’ideologia dello sviluppo che organizza la nostra società. L’economista francese mette sotto accusa l’attuale mercantilizzazione del mondo, il mercato unico con un pensiero unico e le sue conseguenze: la crisi ecologica, l’invenzione linguistica dello “sviluppo sostenibile” (che, a ben guardare, si rivela un ossimoro), la globalizzazione, il consumismo, la disoccupazione, la cultura della crescita, le insostenibili megalopoli urbane. Denunciando le disuguaglianze sociali generate dal mondo capitalista, Latouche indica anche alcune piste concrete per poter uscire dalla logica del sistema.

Decolonizzare l'immaginario. Il pensiero creativo contro l'economia dell'assurdo

Decolonizzare l'immaginario. Il pensiero creativo contro l'economia dell'assurdo

Autore: Serge Latouche ,

Numero di pagine: 208
Dove va il mondo?

Dove va il mondo?

Autore: Serge Latouche , Yves Cochet , Jean-Pierre Dupuy , Susan George ,

Numero di pagine: 76

Difficile sbagliare le previsioni a brevissimo termine, perché il futuro immediato è già qui. Meno coinvolgente il vaticinio su ciò che capiterà nel lungo periodo, quando non ci saremo più. Così la vera sfida è centrare i pronostici a medio termine. L’hanno persa con disonore coloro che appena l’altro ieri facevano a gara a rassicurarci sulla ripresa dell’economia mondiale. È da tutt’altra prospettiva che muovono quattro tra i maggiori «obiettori di crescita» nel ragionare sul decennio che ci aspetta. Serge Latouche, Yves Cochet, Jean-Pierre Dupuy e Susan George giudicano ineluttabile il declino dell’ordine economico neoliberale e non distolgono lo sguardo dal baratro che si sta spalancando. Anzi, tra loro c’è chi rivendica il «catastrofismo illuminato» come l’unico esercizio previsionale all’altezza della situazione. L’idea è che non si possa sfuggire all’alternativa: decrescita o barbarie.

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