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Il test dei colori di Lüscher. Manuale di diagnostica in età evolutiva

Il test dei colori di Lüscher. Manuale di diagnostica in età evolutiva

Autore: Nevio Del Longo ,

Numero di pagine: 282

1305.133

L'enigma della modernità

L'enigma della modernità

Autore: Giuseppe Pavanello , Istituto veneto di scienze, lettere ed arti ,

Numero di pagine: 277
Le botteghe di Tiziano

Le botteghe di Tiziano

Autore: Giorgio Tagliaferro , Bernard Aikema , Matteo Mancini , Andrew John Martin ,

Numero di pagine: 503

Tradizionalmente la storia dell'arte presume che i grandi pittori del passato, come Raffaello, Rubens e Rembrandt, abbiano prodotto i loro capolavori in una sorta di splendido isolamento. Solo di recente, gli specialisti si sono resi conto che le cose non stavano affatto così, ma che gli artisti erano a capo di botteghe più o meno allargate. Le loro opere, in gran parte, sono il risultato di un lavoro collettivo, non di un unico genio solitario. Stranamente, il vasto corpus delle opere di Tiziano Vecellio non è mai stato esaminato in modo sistematico sotto questo punto di vista. Strano davvero, perché quella di Tiziano risulta essere una delle prime - se non addirittura la prima in assoluto - "fabbriche d'immagini", operativa a livelli non solo locali e regionali, ma anche europei: un laboratorio che, in quasi tre quarti di secolo di attività, ha saputo realizzare una quantità sbalorditiva di opere pittoriche di vario tipo e categoria, segnando così profondamente il corso dell'arte italiana ed europea. Come dobbiamo immaginarci il "modus operandi" tizianesco? Quante persone erano impegnate nell'officina e con quali compiti, con quali finalità? Intanto va osservato che...

Le ragioni dello sguardo

Le ragioni dello sguardo

Autore: Francesco Faeta ,

Numero di pagine: 285

Tra gli antropologi solo di recente si è affermato il principio secondo cui ciò che vediamo è essenzialmente ciò che noi vogliamo vedere. Qualcuno ha poi radicalizzato la critica al carattere oggettivistico della disciplina, sostenendo che ciò che vediamo è ciò che noi vogliamo vedere di ciò che altri hanno reso evidente di ciò che essi stessi hanno voluto vedere. Un giro in apparenza lungo e vertiginoso che tocca questioni fondamentali all'incrocio tra teoria della visione, cultura dell'occhio e riflessività della conoscenza ma necessario per rifondare il paradigma scientifico delle discipline etno-antropologiche. Adesso sappiamo che un'antropologia scientifica, per dichiararsi tale, deve essere consapevole del carattere secondario e stratificato delle forme culturali e sociali che studia. Di questa consapevolezza il saggio di Francesco Faeta è oggi l'espressione più avanzata. Il campo di interazione sociale che convenzionalmente chiamiamo «osservazione» qui viene esplorato nei suoi aspetti peculiari, fondanti. Ne fanno parte la percezione e la traduzione culturale del percepito, ma vi giocano un ruolo primario anche la memoria e la rappresentazione. Mentre si...

Credo

Credo

Autore: Pier Giordano Cabra ,

Numero di pagine: 56

«Gli dissero allora: Che cosa dobbiamo fare per compiere l'opera di Dio?. Gesù rispose loro: Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Il dialogo tra il Maestro e i discepoli, tramandato dal Vangelo di Giovanni, espone meglio di tanti trattati teologici il contenuto della fede cristiana: essa non è altro che Cristo, la sua persona e il rapporto con lui. Ma come tutte le relazioni, anche questa ha bisogno di essere espressa in una forma determinata, che può divenire di volta in volta riflessione, preghiera, regola o discorso. Per vivere in pienezza questo rapporto, la Chiesa ha tramandato nei secoli un tesoro prezioso e spesso dimenticato: ilCredo. Gli articoli che l'autore ha scritto per il mensile Testimoni entrano nel vivo del testo, ma lo fanno con il passo umile e incerto del fedele che interpreta il mistero attraverso la vita. Le affermazioni fondamentali non sono commentate con il piglio del teologo, ma narrate con le parole concrete di chi vive ciò che professa.

La conoscenza accidentale

La conoscenza accidentale

Autore: Georges Didi-Huberman ,

Numero di pagine: 243

Alla strada maestra del metodo, si sa, convengono ordine, precisione e principi distintivi. Ma producono conoscenza, e non di rango inferiore, anche gli sviamenti, gli attimi di pura fascinazione per ciò che non stavamo cercando e che ci viene incontro con la felice impertinenza della casualità, interpellandoci come un enigma esigente. Georges Didi-Huberman sperimenta in ogni suo saggio quanto sia proficuo inoltrarsi nei sentieri laterali, indugiare sulle irregolarità, prestare attenzione agli scarti. Il suo modo di studiare le immagini non potrebbe essere più lontano da una storia dell'arte che si concentra perlopiù su capolavori, supreme espressioni di personalità d'eccezione a cui si piegano forme e tecniche. Se gli oggetti che predilige Didi-Huberman sono accidentali e spuri, questo libro vuole saldare il debito con la loro generosità di cose apparenti, minime, e tuttavia insostituibili nel chiamare in causa interi mondi. Hanno l'aspetto di ramoscello e di foglia secca degli insetti-stecco, esseri senza capo né coda che sfidano lo stesso mimetismo. O ritornano, alla maniera dei fantasmi, grazie all'arte d'occasione di un mercato popolare, dove è in vendita un pezzo da ...

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